Pubblicato il Rapporto INVALSI 2017. I dati del Veneto

Il giorno 06 luglio 2017, INVALSI ha pubblicato il Rapporto sugli esiti delle rilevazioni degli apprendimenti e della prova nazionale 2017, basato sui dati delle classi campione.

Il Rapporto è stato pubblicato a sole tre settimane dall’ultima rilevazione, la Prova Nazionale del 15 giugno 2017, nell’ambito dell’esame di Stato al termine della scuola secondaria di primo grado. La tempestività della pubblicazione è stata resa possibile anche grazie alla disponibilità immediata dei risultati, inviati digitalmente il giorno stesso della prova da parte delle scuole.

Come è noto, la rilevazione si è svolta nei giorni 3-5 maggio per le classi seconde e quinte della scuola primaria; il giorno 9 maggio per la seconda della scuola secondaria di secondo grado. La prova nazionale, invece, come si è detto, si è svolta il 15 giugno.

Le rilevazioni sono costituite da una prova di italiano che ha per oggetto la comprensione del testo e le abilità grammaticali e da una prova di matematica che spazia in quattro ambiti della disciplina: numeri, spazio e figure, dati e previsioni, funzioni e relazioni. Ciascun item è collegato ai Traguardi delle Indicazioni nazionali 2012 per il primo ciclo e al DM 139/07 per il secondo.

Gli esiti delle prove saranno restituiti alle singole scuole nel mese di settembre,  con la massima disaggregazione, item per item, per consentire ai Collegi dei Docenti di utilizzarli per molteplici riflessioni didattiche.

Nel Rapporto, invece, si dà conto degli esiti a livello nazionale, per macroregioni (Nord Ovest, Nord Est, Centro, Sud, Sud e Isole) e singole Regioni. I risultati, inoltre, vengono distinti per le diverse tipologie della scuola superiore (Licei, Tecnici, Professionali); vengono esaminate le differenze di risultati tra  maschi e femmine e tra alunni italiani, stranieri di prima generazione e di seconda generazione. Un altro importante indice è la variabilità dei dati tra scuole e tra classi, ovvero il grado di omogeneità nella distribuzione delle risposte corrette dentro le classi e le scuole.

Per fare un esempio, se in una classe la media è alta, ma lo è anche la variabilità, significa che dentro il gruppo vi sono alunni con risultati eccellenti, ma anche molti alunni con risultati bassi e medio bassi. Viceversa, se una classe ha una media alta e variabilità contenuta, significa non solo che mediamente quegli alunni hanno buoni risultati, ma che la maggioranza si attesta attorno a quella media. Quest’ultima situazione riassume i risultati del Veneto nelle rilevazioni 2017.

 

Per la prima volta, quest’anno, INVALSI dà conto, nel capitolo 7 del Rapporto, dell’ ”ancoraggio” delle prove. In seguito ad un lungo lavoro di ricerca durato alcuni anni, mediante modelli matematici e statistici di comparazione, è possibile comparare in modo diacronico i risultati delle prove di V primaria e di III secondaria di primo grado degli ultimi anni. Fino ad ora non era possibile stabilire con certezza se i risultati ottenuto dalle coorti di studenti di un determinato anno fossero stati migliori o peggiori di quelli ottenuti dalle coorti degli anni precedenti, perché le prove, pur simili, possono divergere per difficoltà. INVALSI, infatti, non è nelle condizioni degli istituti internazionali, che possono somministrare negli anni la stessa prova, poiché gli item vengono in gran parte tenuti segreti. Le prove nazionali diventano pubbliche subito dopo la somministrazione e quindi devono essere cambiate ogni anno. Per ancorare le prove si è quindi seguito un altro metodo statistico che viene descritto nel Rapporto e che permette di collocare i risultati di apprendimento indagati nelle prove su rubriche a 5 livelli. Tale possibilità è per ora limitata, come si diceva, alle prove di quinta primaria e terza secondaria di primo grado. Ora si può stabilire quindi con relativa sicurezza se i risultati di una data area geografica sono migliorati, peggiorati o rimasti costanti da un anno all’altro per le due annualità considerate.

Consideriamo ora i risultati emersi nelle prove del 2017, con particolare riguardo a quelli del Veneto.

La media nazionale, sia in italiano che in matematica è stata riportata a 200 punti, con deviazione standard 40. I risultati del 2017, confermano sostanzialmente la tendenza degli anni passati.

Mentre nella scuola primaria si ottengono risultati più omogenei a livello nazionale, le aree del Nord Ovest e del Nord Est, nella secondaria di primo e secondo grado,  in entrambe le prove e in tutte le classi considerate, si attestano  sopra la media nazionale; le regioni del Centro si attestano generalmente sulla media nazionale; il Sud e le Isole, nella loro globalità, a partire dalla secondaria, si attestano sotto la media nazionale in entrambe le prove e per tutte le annualità considerate.

Vediamo, in sintesi, i risultati delle rilevazioni 2017.

 

 

 

 

PUNTEGGI MEDI NELLA PROVA DI ITALIANO.

CLASSE NORD-OVEST NORD-EST CENTRO SUD SUD-ISOLE* ITALIA
II Primaria 204 200 202 198 192 200
V Primaria 206 202 202 194 192 200
III Sec. 1° Grado 206 208 202 194 187 200
II Sec. 2° Grado 208 208 202 196 184 200

 

PUNTEGGI MEDI NELLA PROVA DI MATEMATICA.

CLASSE NORD-OVEST NORD-EST CENTRO SUD SUD-ISOLE* ITALIA
II Primaria 205 200 201 197 193 200
V Primaria 204 203 202 197 191 200
III Sec. 1° Grado 208 211 203 190 184 200
II Sec. 2° Grado 211 214 203 190 179 200

 

*  Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna.

 

In particolare, possiamo riassumere molto brevemente i risultati del Veneto secondo le considerazioni seguenti.

CLASSE MEDIA ITALIANO DEV. ST. MEDIA MATEMATICA DEV.ST. SIGNIFICATIVITA’ DIFF. MEDIA NAZ.
II Primaria 200 39 202 37 SU MEDIA NAZIONALE
V Primaria 204 36 203 37 SU MEDIA NAZIONALE
III Sec. 1° Grado 207 34 211 34 SUPERIORE MEDIA NAZ.
II Sec. 2° Grado 212 35 218 39 SUPERIORE MEDIA NAZ.

 

 

Classe seconda della scuola primaria.

I risultati della nostra Regione, sia in italiano che in matematica, si attestano sulla media nazionale, con un andamento sostanzialmente paragonabile a quello dello scorso anno. In classe seconda, la situazione in tutto il territorio nazionale è simile, con i dati che si attestano quasi ovunque intorno alla media nazionale. Ciò dimostra che i bambini, all’inizio del loro percorso scolastico, si collocano pressappoco allo stesso livello in tutte le regioni. I soli dati che si discostano significativamente dalla media nazionale si riscontrano in italiano per le seguenti aree e regioni: Nord Ovest (204), Lombardia (204)  Umbria (206), Molise (211), Basilicata (206). Il Sud-Isole (192), la Sicilia (190) e la Calabria (188), si collocano significativamente sotto la media nazionale. I dati in matematica per la seconda primaria si discostano significativamente in positivo dalla media nazionale per il complesso della macroarea  Nord-Ovest (205), per il Piemonte (207), il Molise (213) e la Basilicata (208); negativamente per il complesso della macroarea Sud-Isole (193) e la Calabria (183).

 

 

Classe quinta della scuola primaria.

Anche in classe quinta, i dati si conservano sostanzialmente omogenei su gran parte del territorio nazionale. Per quanto riguarda la prova di italiano, si collocano sopra la media nazionale la macroarea del Nord Ovest (206) con Valle d’Aosta (206), Liguria (207), Lombardia (207).  Al Centro si discosta significativamente sopra la media l’Umbria (209), al Sud il Molise (206). Significativamente sotto la media troviamo le macroaree Sud (194) e Sud-Isole(192) e le regioni Campania (193). Puglia (193), Calabria (184), Sicilia (191).

Nella prova di matematica, si collocano significativamente sopra la media nazionale il Nord Ovest (204), con Piemonte (206); il Friuli V.G. (208), l’Umbria (209), le Marche (208), il Molise (210), la Basilicata (209).

Sotto la media, registriamo la Puglia (194), il Sud-Isole (191) con la Calabria (181).

 

 

Classe terza scuola secondaria di primo grado (prova nazionale alla fine del primo ciclo).

Questa prova non è direttamente paragonabile alle altre per le caratteristiche interne e perchè la somministrazione nelle classi campione non prevede la presenza di un osservatore esterno. E’ anche l’unica, ancora per quest’anno,  che prevede una votazione che contribuisce ad una valutazione di profitto dei singoli alunni, poiché fa parte delle prove dell’esame di Stato. Tuttavia, poiché si colloca alla fine del primo ciclo di istruzione, dopo otto anni di scuola, fornisce informazioni assai significative sugli andamenti degli apprendimenti nelle due aree considerate dalle rilevazioni.

Nella prova di italiano, le due macroregioni del Nord si discostano entrambe significativamente dalla media nazionale. Il Nord Ovest (206) registra i valori più alti in Valle d’Aosta (212), Piemonte (205) e Lombardia (207). Il Nord Est (208) si distanzia significativamente dalla media nazionale  così come il Veneto (207), il Friuli V.G. (211) e l’Emilia Romagna (208). Al Centro, si collocano significativamente sopra la media nazionale le Marche (208). Sono significativamente sotto la media nazionale il Sud (194), con la Campania (194) e la Puglia (191); il Sud-Isole (187), con la Calabria (188) e la Sicilia (183).

In matematica, quasi tutte le Regioni del Nord, si collocano significativamente sopra la media nazionale. Il Nord-Ovest (208), si distacca con Valle d’Aosta (207) e Lombardia (210). Il Nord-Est (211) si colloca sopra la media, con la Provincia Autonoma di Trento (214), il Veneto (211), il Friuli V.G. (212), Emilia Romagna (210). Al Centro, spiccano Toscana (207) e Marche (209). Si collocano sotto la media nazionale il Sud (190) con la Campania (185); il Sud-Isole (184), con Calabria (184), Sicilia (181), Sardegna (192).

 

 

Classe seconda scuola secondaria di secondo grado.

Nella prova di italiano, il Veneto con la sua media di 212, si colloca significativamente sopra la media nazionale, preceduto solo da Trento (215). Seguono molto da vicino Lombardia (211) e Friuli (209). Mentre quasi tutte le Regioni del Nord Est si collocano significativamente sopra la media nazionale, ad Ovest questa situazione si registra solo in Lombardia.

Si collocano sotto la media nazionale la Puglia (192); il Sud-Isole nel suo complesso (184) e le regioni dell’area, esclusa la Basilicata.

Anche matematica, il Nord-Ovest si colloca sopra la media (211), con la sola Lombardia (215). Il Nord-Est (214) si colloca sopra la media con Il Veneto (218), preceduto da Trento (229) e seguito dal Friuli (214).

Si collocano sotto la media il Sud (190) con Campania (189) e Puglia (190) e il Sud-Isole (179), con Calabria (179), Sicilia (179), Sardegna (174).

Analizzando le differenze nelle diverse tipologie di scuola, i risultati migliori si ottengono ovunque nei Licei, seguiti dai Tecnici e quindi dai Professionali. E’ però importante rilevare che nelle regioni del Nord la differenza tra Licei e Tecnici risulta molto contenuta. In particolare in matematica, nel nord Est, i dati dei Tecnici sono statisticamente comparabili a quelli dei Licei. I Tecnici del Nord Est, inoltre registrano dati sovrapponibili, e talvolta superiori, a quelli dei Licei di altre zone d’Italia. I Professionali del Veneto registrano dati simili a quelli dei Tecnici di molte altre regioni e addirittura, in matematica, vicini a quelli dei Licei di alcune.

 

 

 

 

Differenze di genere.

Si conferma anche quest’anno, a partire dalla quinta primaria, la differenza di esiti tra maschi e femmine, peraltro registrata anche nelle ricerche internazionali. Le femmine riportano risultati migliori nelle prove di italiano, mentre per i maschi ciò accade in matematica.

Da rilevare, però, che, mentre in italiano, le differenze significative tra maschi e femmine, a favore delle femmine, si registrano prevalentemente nelle fasce di punteggio più basse, in matematica le differenze, a favore dei maschi, si registrano tra i punteggi più alti.

Ciò pone un problema di sviluppo di didattiche diverse per l’insegnamento della matematica verso le ragazze, al fine di non disperdere un patrimonio di competenze che potrebbero essere preziose per il Paese, dato che, oltretutto, le ragazze mantengono livelli di scolarità maggiori rispetto ai ragazzi.

 

 

Cittadini italiani e non italiani.

Come ci si poteva attendere, i risultati degli alunni stranieri sono meno elevati di quelli degli italiani sia in italiano che in matematica in tutte le annualità. Tuttavia, mentre queste differenze sono rilevanti per gli stranieri di prima generazione, i risultati degli alunni di seconda generazione tendono a discostarsi meno col progredire degli anni, soprattutto in matematica.

In Veneto, in particolare, i risultati degli alunni stranieri di seconda generazione sono più alti di quelli degli alunni italiani di diverse altre regioni.

Ciò testimonia l’eccellente lavoro di integrazione effettuato dalle nostre scuole, pur essendo il Veneto una delle regioni a più massiccia presenza di alunni stranieri.

 

 

Il “valore aggiunto” della scuola.

Anche quest’anno,  INVALSI ha calcolato quanto, nei risultati d’apprendimento degli alunni, nel corso della loro carriera scolastica, si deve peculiarmente all’azione e al lavoro della scuola. Per potere apprezzare quanto nella crescita degli allievi si deve al lavoro della scuola e quando ad altri fattori, è necessario isolare gli effetti dovuti ai cosiddetti “fattori esogeni”, quali il contesto socio economico generale in cui opera la scuola, il contesto socio economico dell’allievo, i suoi livelli di apprendimento di partenza, le caratteristiche personali, quali il genere, la provenienza.

 

Quelli che abbiamo presentato nel capitolo 3 di questo rapporto sono i risultati “grezzi” o assoluti ottenuti dagli studenti dell’Italia e delle sue articolazioni territoriali nei livelli scolari interessati dalle rilevazioni sugli apprendimenti. Su tali risultati influiscono diversi fattori: le caratteristiche personali degli alunni (l’ambiente sociale di provenienza, l’eventuale origine immigrata, il genere, ecc.) e – ciò che più conta – le competenze possedute in Italiano e in Matematica all’inizio di un ciclo d’istruzione, ma anche, come la ricerca sull’efficacia della scuola dimostra, l’effetto delle caratteristiche aggregate degli studenti che frequentano una data scuola o una data classe (effetto di composizione del gruppo o effetto dei compagni). Se dunque, per valutare l’efficacia di una scuola rispetto a un’altra, ci limitassimo a comparare i risultati grezzi, senza tener conto della natura della popolazione scolastica da ciascuna reclutata, compiremmo un’operazione non solo alquanto discutibile da un punto di vista metodologico, ma anche criticabile dal punto di vista dell’equità. Ciò che è importante stabilire ai fini di una valutazione ad un tempo ragionevole ed equa è se e in quale misura una certa scuola abbia saputo far apprendere ai propri alunni più di quanto abbiano mediamente appreso alunni comparabili (vale a dire con le medesime caratteristiche all’ingresso) che abbiano frequentato nello stesso arco di tempo altre scuole. Poiché i risultati degli alunni al termine di un ciclo d’istruzione sono fortemente condizionati dalle loro caratteristiche socio-demografiche e dai livelli di competenza in entrata, ha poco senso giudicare la qualità di una scuola solo sulla base dei suoi risultati considerati in termini assoluti, giacché così facendo qualità degli alunni e qualità della scuola rimangono inestricabilmente confuse tra loro. Il livello di competenza o di prestazione di uno studente qualunque di una certa scuola in un momento dato del tempo è infatti una funzione delle caratteristiche che lo definiscono dal punto di vista personale, del suo grado di apprendimento precedente, del livello medio delle caratteristiche dei compagni con cui si trova ad interagire e, infine, dell’azione esercitata dallo specifico istituto che egli frequenta.

Il problema fondamentale che dev’essere affrontato quando si voglia giudicare la qualità educativa di una scuola è dunque quello di distinguere e separare l’effetto della scuola sull’apprendimento dei suoi alunni dall’influsso di tutti quei fattori che sfuggono al suo controllo e che pure hanno un’incidenza su di esso. In altre parole, è necessario distinguere e separare l’effetto delle caratteristiche degli alunni e del loro grado di preparazione all’ingresso, a livello individuale e aggregato, dall’effetto dei processi (organizzazione, leadership, clima, qualità dell’insegnamento, ecc.) che la scuola mette in atto nell’esercizio della propria azione. Il valore aggiunto di una scuola è quindi, propriamente, il contributo specifico che la scuola dà all’apprendimento dei suoi alunni, al netto del peso esercitato su di esso dai fattori su cui non ha possibilità di intervenire. Per usare un’espressione del linguaggio sportivo, prima di poter giudicare della qualità, in termini di efficacia pedagogica e didattica, di una scuola rispetto all’altra, è indispensabile “livellare il terreno di gioco”, mettere cioè le scuole sullo stesso piano o, in altre parole, fare “come se” avessero tutte la stessa popolazione di studenti.” (INVALSI, Rilevazioni Nazionali degli Apprendimenti 2016-17. Rapporto risultati, pagg. 88-89)

 

Secondo i modelli statistici utilizzati, è stato possibile distinguere le scuole in tre gruppi, in base al “valore aggiunto positivo”, al “valore aggiunto nullo” o al “valore aggiunto negativo”, o, in altre parole, a seconda che avessero raggiunto, in Italiano o in Matematica o in entrambe le materie, un risultato superiore, eguale o inferiore a quello che le caratteristiche dei loro studenti facevano prevedere.

Scorrendo i grafici a pag. 97 e seguenti del Rapporto INVALSI  citato,  è possibile osservare che, in particolare in terza secondaria di primo grado, il Sud e il Sud e Isole si differenziano rispetto al Centro e soprattutto al Nord per una maggiore presenza di scuole con valore aggiunto negativo, mentre quelle con valore aggiunto positivo o nullo sono più uniformemente distribuite tra le diverse aree del Paese.

Rispetto al cosiddetto “ancoraggio” delle prove, i dati mostrano che gli andamenti delle prove negli ultimi anni non hanno subito  incrementi o decrementi statisticamente significativi nelle annualità considerare (classe quinta primaria e terza scuola secondaria di primo grado)

 

 

Conclusioni.

Il Veneto mantiene anche nel 2017 i buoni risultati ottenuti gli anni precedenti. Possiamo riassumere brevemente i punti di forza che caratterizzano le performance delle scuole della nostra regione e che anche negli anni scorsi erano stati rilevati.

 

  1. I risultati sono caratterizzati da buona omogeneità all’interno dei gruppi sia in italiano che in matematica; tale omogeneità è presente sia nella distribuzione generale dei risultati, sia all’interno delle scuole, che delle classi. Possiamo con ciò affermare che il sistema veneto è sostanzialmente equo. Un alunno veneto ha la possibilità di ottenere la medesima buona qualità di offerta formativa in tutte le aree della regione e in tutti i gradi di scuola.

 

  1. A fronte di risultati sulla media nazionale in classe seconda e quinta, con il procedere degli anni, i risultati dei nostri alunni si elevano progressivamente, a dimostrazione di un lavoro assiduo e sistematico delle scuole sulla crescita dei ragazzi.

 

  1. La nostra scuola del secondo grado, pur mantenendo al proprio interno le differenze tra licei, tecnici e professionali – differenze su cui ci sono spazi di miglioramento – mantiene standard assai elevati. In particolare l’istruzione tecnica dimostra il valore aggiunto dell’azione della scuola, che porta a risultati di eccellenza alunni che in molti casi partono da situazioni di contesto familiare e sociale meno favorevoli di quanti frequentano i licei.

 

  1. A fronte di una massiccia presenza di alunni stranieri, con tutti i problemi che ciò comporta, le nostre scuole hanno saputo trasformare questa situazione in opportunità. Gli alunni stranieri di seconda generazione, soprattutto a partire dalla scuola secondaria di primo grado, ottengono risultati vicini a quelli degli italiani e significativamente superiori a quelli dei nativi di altre regioni d’Italia.
  2. I risultati del Veneto sia italiano che in matematica, dalla scuola secondaria di primo grado in poi, mostrano che gli allievi si collocano tutti ai livelli medi, medio-alti e alti della distribuzione, con una variabilità interna abbastanza contenuta. Gli alunni veneti con i risultati più bassi ottengono nelle prove punteggi che non scendono oltre una deviazione standard sotto la media (160) o se ne discostano in modo molto ridotto. Al contrario, sul versante alto della distribuzione, troviamo molti allievi anche nella fascia massima oltre i 250 punti.

 

Il Rapporto INVALSI sui risultati 2017, sia nella forma completa, che in quella sintetica, è reperibile nel sito www.invalsi.it, in evidenza tra le ultime news e al link:  https://invalsi-areaprove.cineca.it/index.php?form=risultati

Sono, inoltre, reperibili il Rapporto Tecnico e un commento sintetico sulle rilevazioni e sugli ambiti di novità su cui INVALSI sta lavorando: “Le prove INVALSI in 10 punti”.