Categoria: Curricoli per competenze
I MODELLI DI CURRICOLI PER COMPETENZE RIFERITI ALLE INDICAZIONI NAZIONALI 2025 PER LA SCUOLA DELL’INFANZIA E IL PRIMO CICLO DI ISTRUZIONE
Come è noto, con il Decreto 9 dicembre 2025, n. 221, il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha emanato le nuove Indicazioni Nazionali 2025 per i curricoli della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione.
Esse entreranno in vigore dall’anno scolastico 2026/27, a partire dalla scuola dell’infanzia e dalle classi iniziali della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado.
Le scuole dovranno riformulare i propri curricoli sulla base delle nuove previsioni.
Ricordiamo che, a norma dell’art. 8, comma 1 del DPR 275/99, con le Indicazioni Nazionali il Ministero fissa:
- gli obiettivi generali del processo formativo;
- gli obiettivi specifici di apprendimento relativi alle competenze degli alunni;
- le discipline e le attività costituenti la quota nazionale dei curricoli.
Queste sono alcune delle materie che lo Stato si è riservato come prerogativa, a garanzia dell’unità del Servizio Nazionale di istruzione, nel momento in cui le Istituzioni scolastiche hanno conseguito l’autonomia, a norma dell’art. 21 della Legge 59/1998, regolata appunto dal DPR n. 275/1999.
Pertanto, nelle Indicazioni sono prescrittive le competenze del Profilo finale e i relativi obiettivi per la scuola primaria e per la scuola secondaria di primo grado; le competenze delle diverse discipline e i relativi obiettivi.
Non sono prescrittivi i contenuti, i metodi, l’organizzazione della didattica e i criteri e le modalità della valutazione formativa, che sono responsabilità dei Collegi dei Docenti.
I Collegi dei Docenti, a norma dell’art. 8, comma 2 del DPR 275/99, hanno la responsabilità di formulare i Curricoli di istituto, nei quali vengono assunti competenze e obiettivi delle Indicazioni. I Collegi devono declinare gli obiettivi nelle diverse annualità e pianificare la loro realizzazione concordando tempi, organizzazione, metodi, strategie, ambienti di apprendimento, tenendo conto delle specifiche esigenze del contesto, delle classi, e dei singoli alunni.
Nella formulazione del curricolo e delle sue diverse fasi (programmazioni annuali, programmazioni di breve termine, metodi, strategie, contenuti, organizzazione, valutazione formativa, ecc.) si concretizza l’autonomia didattica e di ricerca delle scuole e la libertà di insegnamento.
Il testo delle Indicazioni Nazionali è reperibile nel sito del MIM, oppure qui.
Nel merito del testo delle Indicazioni Nazionali 2025, seppure nella versione non definitiva pubblicata a primavera 2025, ho espresso le mie personali opinioni in alcuni contributi, come il Dossier di Tuttoscuola: “Indicazioni Nazionali 2025. Una prima lettura” e nel testo miscellaneo: “Nuove Indicazioni 2025: analisi critica a più mani”, pubblicato dall’Associazione Gessetti Colorati nel proprio sito, al link: https://www.gessetticolorati.it/wordpress/?m=202504.
Una sintesi delle mie considerazioni è reperibile qui.
Come ho fatto per le Indicazioni Nazionali del 2012, propongo alle scuole un possibile modello di curricolo riferito alle Indicazioni 2025 e organizzato secondo le otto competenze chiave europee previste nella Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio del 22 maggio 2018.
La Competenza in materia di cittadinanza è stata sviluppata sula base dei traguardi e degli obiettivi fissati dal D.M. 183/2023 che, a norma della Legge 92/2018, fissa i traguardi nazionali e gli obiettivi per l’insegnamento dell’Educazione civica. Si fa quindi diretto riferimento al curricolo per l’educazione civica, che avevo predisposto quando furono emanate le Linee Guida.
Ricordiamo che le Indicazioni 2025, come le precedenti, considera le competenze chiave “orizzonte di riferimento verso cui tendere” e finalità del processo formativo. Le stesse competenze del Profilo finale dello studente e i relativi obiettivi formativi sono organizzati per competenze chiave, così come, del resto il Modello nazionale di certificazione delle competenze previsto dal D.M. n. 14 del 2024.
Organizzare il curricolo per competenze chiave consente:
- di salvaguardare la continuità e unitarietà del curricolo, tenere sempre presenti le finalità generali (e il profilo finale), anche ai fini della certificazione delle competenze;
- di declinare i risultati di apprendimento delle competenze «non culturali»: competenza personale, sociale e di imparare a imparare, competenza in materia di cittadinanza, competenza imprenditoriale e di descrivere più compiutamente la competenza digitale, che non si esaurisce nelle competenze di Informatica previste in Matematica e in Tecnologia.
Sarebbe quindi opportuno:
- declinare gli obiettivi anno per anno e definire nel Collegio le abilità «micro» per la pianificazione didattica di breve termine;
- descrivere i livelli per la valutazione intermedia e finale per tutte le discipline e per le diverse annualità (richiesta espressamente dalla OM 3/2025 per la scuola primaria e anche, implicitamente dal D,lvo 62/17, quindi anche per la Scuola secondaria;
- reperire nei curricoli delle «evidenze», ovvero dei criteri per la valutazione dell’evoluzione delle competenze da impiegare nei compiti in itinere. I traguardi delle Indicazioni 2012 sono delle buone evidenze. In realtà sono mutuabili come evidenze anche in un curricolo riferito alle Indicazioni 2025, poiché gli apprendimenti in essi indicati sono in larga parte coerenti con il nuovo testo.
Le descrizioni delle rubriche dei livelli e quelle impiegare nelle rubriche dei compiti complessi dovrebbero sempre essere volte in positivo e dire che cosa sa e sa fare l’alunno, in quali contesti e condizioni (da solo, con altri, in situazioni note o nuove, con risorse proprie o fornite, con istruzioni dettagliate o generali…) e con che grado di autonomia e responsabilità.
Naturalmente, i modelli proposti sono un contributo che i Collegi potranno utilizzare per il proprio lavoro e modificare secondo le proprie esigenze. Sono ovviamente migliorabili e non hanno alcuna pretesa di esaustività e prescrittività.
Tra l’altro, rappresentano solo la prima parte generale dei curricoli, quella di descrizione dei risultati di apprendimento, sulla quale potrebbero concordare numerose scuola. Ma nessuno al posto delle singole scuole può realizzare la parte operativa del curricolo, quella che sostanzia la libertà e responsabilità degli istituti:
- concordare i tempi, gli spazi, i metodi, le organizzazioni;
- concordare eventuali nuclei concettuali, abiti di indagine, questioni di ricerca delle singole discipline e interdisciplinari e i contenuti irrinunciabili;
- concordare i criteri e le modalità della valutazione formativa;
- concordare le caratteristiche degli ambienti di apprendimento;
- pianificare i percorsi didattici coerenti;
- concordare le regole di conduzione delle classi e le modalità comuni di gestione delle relazioni docenti-alunni.
Modello di curricolo Indicazioni 2025 – SCUOLA DELL’INFANZIA
Modello di curricolo Indicazioni 2025 – PRIMO CICLO DI ISTRUZIONE
Modelli di curricoli generali, articolati anno per anno, per competenze chiave, basati sulle Indicazioni 2012
In allegato, sono riportati dei modelli di curricoli per competenze, organizzati secondo le competenze chiave europee (Raccomandazione 22.05.2018) e basati sulle Indicazioni Nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di Istruzione del 2012.
Sono consultabili il modello di curricolo per la scuola dell’Infanzia e quello per il primo ciclo.
Curricolo_Infanzia_Indicazioni_2012
Curricolo_1_Ciclo_Indicazioni_2012
Essi sono strutturati per tabelle che riportano la descrizione dei risultati di apprendimento articolati per competenze, abilità e conoscenze; le “evidenze” della competenza, con esempi di compiti significativi per svilupparla; le rubriche con i livelli di padronanza.
I curricoli presentati, potrebbero essere adottati da tutti gli Istituti, dopo attenta riflessione ed eventuali adattamenti, perché si riferiscono fedelmente alle competenze chiave europee e alle Indicazioni.
Sono integrati con l’insegnamento dell’educazione civica ai sensi della Legge 02/2019, che concorre a sviluppare la Competenza in materia di cittadinanza.
La realizzazione concreta di tali curricoli, però, compete a ciascun Istituto, attraverso la scelta collegiale dei problemi e dei temi da affrontare per sviluppare le competenze e la progettazione e realizzazione di percorsi (compiti significativi, unità di apprendimento) che, attraverso l’integrazione delle diverse discipline, permettano agli specifici alunni delle specifiche classi di ciascun Istituto, di sviluppare le competenze previste dalle Indicazioni.
Per l’approfondimento delle questioni relative alla didattica per competenze, si rimanda al testo:
Franca Da Re, La didattica per competenze, Pearson, 2013, richiedibile agli agenti di zona della Pearson o scaricabile dal sito della casa editrice, al link: