La nuova valutazione nella scuola primaria. Materiali ed esempi per la formulazione del giudizio descrittivo.

LA VALUTAZIONE NELLA SCUOLA PRIMARIA

La valutazione nella scuola del primo ciclo è disciplinata dal D.lvo 62/2017 che dispone, all’art. 2:

La valutazione periodica e finale degli apprendimenti delle alunne e degli alunni nel primo ciclo, ivi compresa la valutazione dell’esame di Stato, per ciascuna delle discipline di studio previste dalle Indicazioni Nazionali per il curricolo, è espressa con votazioni in decimi che indicano differenti livelli di apprendimento.

(…) La valutazione è integrata dalla descrizione del processo e del livello globale di sviluppo degli apprendimenti raggiunto.

(…) La valutazione del comportamento dell’alunna e dell’alunno viene espressa collegialmente dai docenti attraverso un giudizio sintetico riportato nel documento di valutazione.

La valutazione del comportamento si riferisce allo sviluppo delle competenze di cittadinanza (art. 1).

Il fatto di dichiarare che i voti indicano differenti livelli di apprendimento, rende necessario esplicitarli in descrizioni che rendano chiaro che cosa sa, sa fare, in quali contesti e condizioni, un alunno al quale viene attribuito un certo voto.

I voti nelle discipline rendono conto del raggiungimento delle conoscenze, abilità e competenze culturali nelle discipline comprese nelle Indicazioni 2012 e hanno come riferimento i traguardi per lo sviluppo delle competenze, che sono definiti nelle Indicazioni, riferimenti ineludibili, sono prescrittivi e rappresentano criteri per la valutazione.

La legge n. 41 del 06/06/2020, modificata e integrata dalla legge n. 136 del 13/10/2020, dispone:

In deroga all’articolo 2, comma 1, del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 62, dall’anno scolastico 2020/2021, la valutazione finale degli apprendimenti degli  alunni delle classi della scuola primaria, per ciascuna delle discipline di studio  previste  dalle indicazioni nazionali per il curricolo è espressa attraverso un giudizio  descrittivo riportato nel documento di valutazione  e riferito a differenti livelli di  apprendimento, secondo termini e modalità definiti con ordinanza del Ministro  dell’istruzione.

Le modifiche introdotte dalla L. 126 del 13/10/2020, art. 32, comma 6 sexies, hanno esteso il giudizio descrittivo anche alla valutazione intermedia.

L’Ordinanza Ministeriale n. 172 del 04/12/2020, dispone:

A decorrere dall’anno scolastico 2020/2021 la valutazione periodica e finale degli apprendimenti è espressa, per ciascuna delle discipline di studio previste dalle Indicazioni Nazionali, ivi compreso l’insegnamento trasversale di educazione civica di cui alla legge 20 agosto 2019, n. 92, attraverso un giudizio descrittivo riportato nel documento di valutazione, nella prospettiva formativa della valutazione e della valorizzazione del miglioramento degli apprendimenti (art. 3 O.M.)

La valutazione in itinere, in coerenza con i criteri e le modalità di valutazione definiti nel Piano triennale dell’Offerta Formativa, resta espressa nelle forme che il docente ritiene opportune e che restituiscano all’alunno, in modo pienamente comprensibile, il livello di padronanza dei contenuti verificati.

I giudizi descrittivi sono riferiti agli obiettivi oggetto di valutazione definiti nel curricolo d’istituto, e sono riportati nel documento di valutazione.

Nel curricolo di istituto sono individuati, per ciascun anno di corso e per ogni disciplina, gli obiettivi di apprendimento oggetto di valutazione periodica e finale. Gli obiettivi sono riferiti alle Indicazioni Nazionali, con particolare attenzione agli obiettivi disciplinari e ai traguardi di sviluppo delle competenze.

L’Ordinanza Ministeriale emana anche le Linee Guida per la formulazione della valutazione nella scuola primaria e la costruzione del documento di valutazione.

I livelli di riferimento dei giudizi:

I giudizi descrittivi da riportare nel documento di valutazione sono correlati ai seguenti livelli di apprendimento, in coerenza con i livelli e i descrittori adottati nel Modello di certificazione delle competenze, e riferiti alle dimensioni indicate nelle Linee guida:

  1. a) In via di prima acquisizione
  2. b) Base
  3. c) Intermedio
  4. d) Avanzato

LE DIMENSIONI DI RIFERIMENTO DEI LIVELLI

(dalle Linee Guida)

  • a) l’autonomia dell’alunno nel mostrare la manifestazione di apprendimento descritto in uno specifico obiettivo. L’attività dell’alunno si considera completamente autonoma quando non è riscontrabile alcun intervento diretto del docente;
  • b) la tipologia della situazione (nota o non nota) entro la quale l’alunno mostra di aver raggiunto l’obiettivo. Una situazione (o attività, compito) nota può essere quella che è già stata presentata dal docente come esempio o riproposta più volte in forme simili per lo svolgimento di esercizi o compiti di tipo esecutivo. Al contrario, una situazione non nota si presenta all’allievo come nuova, introdotta per la prima volta in quella forma e senza specifiche indicazioni rispetto al tipo di procedura da seguire;
  • c) le risorse mobilitate per portare a termine il compito. L’alunno usa risorse appositamente predisposte dal docente per accompagnare il processo di apprendimento o, in alternativa, ricorre a risorse reperite spontaneamente nel contesto di apprendimento o precedentemente acquisite in contesti informali e formali;
  • d) la continuità nella manifestazione dell’apprendimento. Vi è continuità quando un apprendimento è messo in atto più volte o tutte le volte in cui è necessario oppure atteso. In alternativa, non vi è continuità quando l’apprendimento si manifesta solo sporadicamente o mai.

 

IL SIGNIFICATO GENERALE DEI LIVELLI

LIVELLI SIGNIFICATO
AVANZATO L’alunno porta a termine compiti in situazioni note e non note, mobilitando una varietà di risorse sia fornite dal docente sia reperite altrove, in modo autonomo e con continuità
INTERMEDIO L’alunno porta a termine compiti in situazioni note in modo autonomo e continuo; risolve compiti in situazioni non note utilizzando le risorse fornite dal docente o reperite altrove, anche se in modo discontinuo e non del tutto autonomo.
BASE L’alunno porta a termine compiti solo in situazioni note e utilizzando le risorse fornite dal docente, sia in modo autonomo ma discontinuo, sia in modo non autonomo, ma con continuità.
IN VIA DI PRIMA ACQUISIZIONE L’alunno porta a termine compiti solo in situazioni note e unicamente con il supporto del docente e di risorse fornite appositamente.

 

VALUTAZIONE DEGLI ALUNNI CON DISABILITÀ O CON BES

La valutazione delle alunne e degli alunni con disabilità certificata è correlata agli obiettivi individuati nel piano educativo individualizzato predisposto ai sensi del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66.

La valutazione delle alunne e degli alunni con disturbi specifici dell’apprendimento tiene conto del piano didattico personalizzato predisposto dai docenti contitolari della classe ai sensi della legge 8 ottobre 2010, n. 170.

Analogamente, nel caso di alunni che presentano bisogni educativi speciali (BES), i livelli di apprendimento delle discipline si adattano agli obiettivi della progettazione specifica, elaborata con il piano didattico personalizzato.

 

VALUTAZIONE DEL COMPORTAMENTO E GIUDIZIO GLOBALE

La descrizione del processo e del livello globale di sviluppo degli apprendimenti, la valutazione del comportamento e dell’insegnamento della religione cattolica o dell’attività alternativa restano disciplinati dall’articolo 2, commi 3, 5 e 7 del Decreto valutazione,

ovvero:

  1. COMPORTAMENTO: giudizio sintetico sulla base di parametri che rendano conto dello sviluppo delle competenze di cittadinanza;
  2. GIUDIZIO GLOBALE: giudizio descrittivo che rende conto dei processi di sviluppo dell’apprendimento e si àncora prevalentemente alle competenze europee di tipo metodologico, metacognitivo, pratico, personale e sociale

 

 

IL DOCUMENTO DI VALUTAZIONE

Il Documento di valutazione attesta i risultati del percorso formativo di ciascun alunno mediante la descrizione dettagliata dei comportamenti e delle manifestazioni dell’apprendimento rilevati in modo continuativo.

Esistono diverse modalità con cui esprimere la valutazione descrittiva nel Documento di Valutazione: in ottemperanza a quanto previsto dal decreto legislativo n. 62/2017, ogni istituzione scolastica, nell’esercizio della propria autonomia, elabora il Documento di Valutazione, tenendo conto sia delle modalità di lavoro e della cultura professionale della scuola, sia dell’efficacia e della trasparenza comunicativa nei confronti di alunni e genitori.

Anche nella forma grafica, si possono utilizzare modelli e soluzioni differenti, che devono comunque contenere:

  • la disciplina;
  • gli obiettivi di apprendimento (anche per nuclei tematici);
  • il livello;
  • il giudizio descrittivo.

 

IL GIUDIZIO DESCRITTIVO A NORMA DELLA LEGGE 41/2020

Secondo il disposto della Legge 41/2020, la valutazione nella scuola primaria è espressa attraverso un giudizio descrittivo riportato nel documento di valutazione e riferito a differenti livelli di  apprendimento (…)

Ciò riprende il D.lvo 62/17 che stabilisce che la valutazione (in voti) si riferisca a differenti livelli di apprendimento.

 

I CORRELATI DEL GIUDIZIO

Nell’O.M. 172 si legge:

I giudizi descrittivi, di cui al comma 1, sono riferiti agli obiettivi oggetto di valutazione definiti nel curricolo d’istituto, e sono riportati nel documento di valutazione.

Nel curricolo di istituto sono individuati, per ciascun anno di corso e per ogni disciplina, gli obiettivi di apprendimento oggetto di valutazione periodica e finale. Gli obiettivi sono riferiti alle Indicazioni Nazionali, con particolare attenzione agli obiettivi disciplinari e ai traguardi di sviluppo delle competenze

Quindi:

  • Il giudizio rende conto del conseguimento degli obiettivi di apprendimento, che devono essere esplicitati nel curricolo di Istituto;
  • Gli obiettivi sono riferiti alle Indicazioni Nazionali, in particolare ai Traguardi di sviluppo delle competenze;
  • Gli oggetti della valutazione, i riferimenti del giudizio sono «sistemici» e intersoggettivi, non del singolo insegnante e neppure del team.

I RIFERIMENTI ALLE INDICAZIONI

LE COMPETENZE CHIAVE

“FINALITA’ GENERALI

Scuola, Costituzione, Europa

Il sistema scolastico italiano assume come orizzonte di riferimento verso cui tendere il quadro delle competenze-chiave per l’apprendimento permanente definite dal Parlamento europeo e dal Consiglio dell’Unione europea. (…)

Tale processo non si esaurisce al termine del primo ciclo di istruzione, ma prosegue con l’estensione dell’obbligo di istruzione nel ciclo secondario e oltre, in una prospettiva di educazione permanente, per tutto l’arco della vita.

Nell’ambito del costante processo di elaborazione e verifica dei propri obiettivi e nell’attento confronto con gli altri sistemi scolastici europei, le Indicazioni nazionali intendono promuovere e consolidare le competenze culturali basilari e irrinunciabili tese a sviluppare progressivamente, nel corso della vita, le competenze-chiave europee.”

 

I TRAGUARDI

“Traguardi per lo sviluppo delle competenze

Al termine della scuola dell’infanzia, della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado, vengono fissati i traguardi per lo sviluppo delle competenze relativi ai campi di esperienza ed alle discipline.

Essi rappresentano dei riferimenti ineludibili per gli insegnanti, indicano piste culturali e didattiche da percorrere e aiutano a finalizzare l’azione educativa allo sviluppo integrale dell’allievo.

 Nella scuola del primo ciclo i traguardi costituiscono criteri per la valutazione delle competenze attese e, nella loro scansione temporale, sono prescrittivi, impegnando così le istituzioni scolastiche affinché ogni alunno possa conseguirli, a garanzia dell’unità del sistema nazionale e della qualità del servizio. Le scuole hanno la libertà e la responsabilità di organizzarsi e di scegliere l’itinerario più opportuno per consentire agli studenti il miglior conseguimento dei risultati.“

 

OBIETTIVI, NUCLEI TEMATICI

“Obiettivi di apprendimento

Gli obiettivi di apprendimento individuano campi del sapere, conoscenze e abilità ritenuti indispensabili al fine di raggiungere i traguardi per lo sviluppo delle competenze. Essi sono utilizzati dalle scuole e dai docenti nella loro attività di progettazione didattica, con attenzione alle condizioni di contesto, didattiche e organizzative mirando ad un insegnamento ricco ed efficace.

Gli obiettivi sono organizzati in nuclei tematici e definiti in relazione a periodi didattici lunghi: l’intero triennio della scuola dell’infanzia, l’intero quinquennio della scuola primaria, l’intero triennio della scuola secondaria di primo grado. Per garantire una più efficace progressione degli apprendimenti nella scuola primaria gli obiettivi di italiano, lingua inglese e seconda lingua comunitaria, storia, geografia, matematica e scienze sono indicati anche al termine della terza classe.”

 

LA DECLINAZIONE NEL CURRICOLO

È opportuno organizzare il curricolo secondo le competenze chiave per:

  • tenere sempre evidenti le finalità generali;
  • avere attenzione anche alle competenze metacogntive, metodologiche, pratiche, relazionali e sociali;
  • avere evidenze per il giudizio globale e la valutazione del comportamento;
  • avere il collegamento con la certificazione delle competenze.
  • I «nuclei tematici» rappresentano le competenze culturali delle discipline, che forniscono apporti alle competenze chiave e che sono specificate dai traguardi.
  • I traguardi rappresentano criteri per la valutazione ed evidenze dell’agire competente da parte degli allievi.
  • Gli obiettivi, che rappresentano abilità degli allievi e da cui si inferiscono le conoscenze, saranno declinati secondo le diverse annualità e rappresenteranno i «mattoni» per lo sviluppo progressivo dei traguardi.
  • E’ conveniente anche articolare dei livelli descrittivi (secondo l’orientamento dell’Ordinanza) dello sviluppo delle abilità, conoscenze e competenze, che servano agli insegnanti da riferimento intersoggettivo per l’osservazione e la valutazione.

 

DAL CURRICOLO AI GIUDIZI

Il curricolo dovrà essere realizzato attraverso percorsi didattici che permettano agli alunni di agire i comportamenti descritti negli obiettivi e nei traguardi; le proposte e l’ambiente di apprendimento dovranno consentire agli allievi di agire in prima persona, lavorare insieme, sperimentare, gestire situazioni complesse in relazione alla loro età.

Gli apprendimenti progressivi degli allievi saranno verificati con tutti gli strumenti ritenuti più opportuni e le osservazioni degli esiti saranno via via confrontate con i profili di riferimento descrittivi dei curricoli.

Nel processo, sarebbe estremamente virtuoso coinvolgere gli alunni, sviluppando in essi progressivamente solide competenze di autovalutazione e riflessione metacognitiva.

 

LA FORMULAZIONE DEL GIUDIZIO

Il giudizio, riferito ai traguardi, tiene conto dello sviluppo degli obiettivi perseguiti nel periodo. Per questo i giudizi intersoggettivi di riferimento potranno essere utilizzati, avendo cura, però, attraverso un lavoro di «smontaggio» e «rimontaggio», di comporre profili il più possibili personalizzati e fedeli all’effettiva evoluzione dei singoli allievi.

I livelli saranno attribuiti a seconda della «fisionomia principale» del profilo.

 

 

I LIVELLI

Il giudizio descrittivo è unico e rende conto complessivamente dell’evoluzione delle abilità, conoscenze e competenze nella disciplina.

I livelli, invece, per ragioni di chiarezza, fedeltà all’evoluzione dell’allievo, trasparenza, dovrebbero essere attribuiti proprio agli specifici obiettivi, anche raggruppati, per maggiore comunicabilità, nei nuclei tematici, ovvero nelle competenze culturali.

 

LE “DISARMONIE EVOLUTIVE”

È frequente e anche naturale, che gli allievi abbiano andamenti diversi tra discipline, ma anche entro i diversi aspetti della disciplina.

Ad esempio, un alunno potrebbe essere più evoluto nell’oralità e nella lettura, meno nella scrittura e nella morfo-sintassi o viceversa.

I livelli attribuiti ai diversi aspetti, con la narrazione del giudizio descrittivo, rendono conto di tali eventuali e naturali «disarmonie» nell’apprendimento.

 

OPPORTUNITA’ FORMATIVE DEL GIUDIZIO DESCRITTIVO E DEI LIVELLI ARTICOLATI

Articolare i livelli a seconda delle diverse competenze culturali o aspetti della disciplina consente di evidenziare potenzialità e criticità nell’apprendimento (anche a fini autovalutativi) e di agire di conseguenza con maggiore incisività.

Esprimere un giudizio descrittivo, sempre formulato in termini positivi (si descrive ciò che l’alunno sa fare, anche se aiutato, non ciò che non sa fare) mantiene una visione dinamica e proattiva dell’apprendimento che sostiene la fiducia in sé e l’autoefficacia.

Non vanno per questo taciuti all’allievo, nel colloquio educativo, gli obiettivi da conseguire, con i necessari supporti nelle strategie per ottenerli.

 

COMUNICAZIONE CON LE FAMIGLIE

Il processo di valutazione, in generale, va sempre spiegato con precisione alle famiglie, nelle finalità educative e nella sua dimensione formativa.

In particolare, il nuovo modello di comunicazione del giudizio va illustrato chiaramente spiegandone il senso.

Ugualmente, andranno spiegati sempre i giudizi formulati nei due periodi dell’anno, non limitandosi a mettere a disposizione il documento nel registro elettronico.

 

GRADUALITA’ NEL PROCESSO DI COSTRUZIONE DEL NUOVO SISTEMA

L’Ordinanza e le Linee guida precisano che le scuole, anche in considerazione del fatto che la novità interviene ad anno scolastico inoltrato, perverranno progressivamente al nuovo sistema.

Chi dispone già di un curricolo come descritto in precedenza, è ovviamente molto avvantaggiato, avendo già la declinazione degli obiettivi centrata sulle Indicazioni e i traguardi e magari anche le rubriche descrittive.

Per quest’anno scolastico, è possibile fornire un documento simile a quello mostrato nell’esempio A1 delle Linee Guida ovvero obiettivi anche raggruppati per nuclei tematici, eventuali brevi esplicitazioni e livelli.

Progressivamente, però, le scuole dovrebbero dotarsi di un sistema che consenta di formulare giudizi descrittivi «situati», simili a quello dell’esempio A3 delle Linee guida.

 

VOTI E GIUDIZI

È concettualmente inappropriato fare corrispondere automaticamente i voti numerici con i quattro livelli definiti dall’Ordinanza.

Si chiede ai team docenti, anche se non dispongono di descrizioni di livelli di riferimento, di fare lo sforzo di analizzare gli elementi di verifica e di osservazione di cui già dispongono, di ipotizzare un profilo di funzionamento di ogni allievo in ogni disciplina, comparandolo alle definizioni che nelle Linee guida vengono date di ogni livello.

GLI OBIETTIVI DA INSERIRE NELLA SCHEDA

Nelle Linee Guida si legge che nella scheda devono comparire gli obiettivi affrontati durante il periodo, anche raggruppati per nuclei tematici.

Tali obiettivi, però potrebbero essere numerosi, poiché non pare probabile che in un intero periodo si affrontino uno o due obiettivi di quelli previsti dalle Indicazioni per nucleo tematico; di solito, anzi, vengono affrontati nel lavoro quotidiano più obiettivi che concorrono tutti a sviluppare un traguardo.

Per ragioni di snellezza comunicativa, una soluzione potrebbe essere quella di citare solo il nucleo tematico, esplicitato sotto forma di competenza culturale, riportando i traguardi, raggruppati per nuclei tematici. Il livello, comunque viene attribuito al raggruppamento per nucleo.

Questa sarebbe la soluzione concettualmente forse più corretta, essendo i traguardi «criteri per la valutazione».

Il giudizio descrittivo, invece, rende conto sinteticamente anche di apprendimenti più specifici, in una formulazione collocata tra traguardi e obiettivi.

 

IPOTESI DI DOCUMENTO DI VALUTAZIONE TRANSITORIO

ITALIANO
NUCLEI TEMATICI (inserire i traguardi raggruppati per nuclei tematici) LIVELLO CONSEGUITO

Padroneggiare gli strumenti espressivi ed argomentativi indispensabili per gestire l’interazione comunicativa verbale in vari contesti

Traguardo 1

Traguardo 2

Avanzato

Leggere, comprendere ed  interpretare testi scritti di vario tipo

Traguardo 3

Traguardo 4

Traguardo 5

 

Intermedio

Produrre testi di vario tipo in relazione ai differenti scopi comunicativi

Traguardo 6

Intermedio

Riflettere sulla lingua e sulle sue regole di funzionamento

Traguardo 7

Traguardo 8

Traguardo 9

Traguardo 10

Base
   
Eventuali annotazioni  

 

 

 

 

In calce, va riportata la tabella con i significati dei livelli.

LIVELLI DESCRIZIONE
 AVANZATO L’alunno porta a termine compiti in situazioni note e non note, mobilitando una varietà di risorse sia fornite dal docente sia reperite altrove, in modo autonomo e con continuità
 INTERMEDIO L’alunno porta a termine compiti in situazioni note in modo autonomo e continuo; risolve compiti in situazioni non note utilizzando le risorse fornite dal docente o reperite altrove, anche se in modo discontinuo e non del tutto autonomo.
BASE L’alunno porta a termine compiti solo in situazioni note e utilizzando le risorse fornite dal docente, sia in modo autonomo ma discontinuo, sia in modo non autonomo, ma con continuità.
IN VIA DI PRIMA ACQUISIZIONE L’alunno porta a termine compiti solo in situazioni note e unicamente con il supporto del docente e di risorse fornite appositamente.

 

 

IPOTESI DI DOCUMENTO DI VALUTAZIONE A REGIME

ITALIANO
NUCLEI TEMATICI (inserire i traguardi raggruppati per nuclei tematici) LIVELLO CONSEGUITO

Padroneggiare gli strumenti espressivi ed argomentativi indispensabili per gestire l’interazione comunicativa verbale in vari contesti

Traguardo 1

Traguardo 2

Avanzato

Leggere, comprendere ed  interpretare testi scritti di vario tipo

Traguardo 3

Traguardo 4

Traguardo 5

 

Intermedio

Produrre testi di vario tipo in relazione ai differenti scopi comunicativi

Traguardo 6

Intermedio

Riflettere sulla lingua e sulle sue regole di funzionamento

Traguardo 7

Traguardo 8

Traguardo 9

Traguardo 10

Base
 
GIUDIZIO DESCRITTIVO

In situazioni note, interagisce nelle conversazioni in modo autonomo, generalmente con pertinenza e coerenza.

Ascolta testi di tipo narrativo e di semplice informazione, raccontati o letti dall’insegnante, o trasmessi dai media, riferendone con chiarezza argomento e informazioni principali con l’aiuto di qualche domanda guida.

In situazioni note e d’esperienza, esegue consegne anche relativamente complesse, impartite dall’adulto, con indicazioni e supervisione.

 

Legge autonomamente e con correttezza semplici testi, cogliendone il significato e le informazioni principali.

Sa riferire in autonomia e con coerenza il contenuto generale di quanto letto.

 

Scrive in autonomia brevi testi composti di frasi semplici, relativi alla propria esperienza, rispettando abbastanza frequentemente le principali convenzioni ortografiche apprese.

Compie semplici rielaborazioni e trasformazioni di brevi testi dati, con qualche indicazione dell’adulto (completamenti, cambi di finale, sintesi in sequenze grafiche…).

Scrive le didascalie delle proprie sequenze grafiche, con qualche indicazione.

 

Utilizza e comprende un vocabolario essenziale, relativo alle esigenze fondamentali della quotidianità.

Applica in situazioni comunicative d’esperienza, le conoscenze apprese e consolidate sul lessico, la morfologia, la sintassi fondamentali, comunicando in modo comprensibile. Corregge errori indicati dall’insegnante e con il suo supporto.

 

Come si può notare, è nel giudizio descrittivo che vengono recuperati gli obiettivi con un certo dettaglio. Scrivere tutti gli obiettivi nella parte riservata ai livelli e ai nuclei tematici renderebbe illeggibile il documento. Non pare neppure corretto “scegliere” gli obiettivi da inserire poiché ciò scollerebbe la valutazione dalla progettazione e potrebbe innescare pericolosi effetti di “retroazione” sulla didattica, con la scelta di taluni obiettivi, a scapito di molti altri.

La scrittura dei traguardi rende già il documento esteso, anche se si potrà avere attenzione a scriverli molto in piccolo. Con il tempo, si potrà valutare se inserire solo le competenze culturali che fanno riferimento ai nuclei tematici

 

 

GLI ESEMPI DI GIUDIZI DESCRITTIVI

Vengono proposti alla riflessione delle scuole degli esempi di giudizi descrittivi per tutte le discipline, rigorosamente ancorati alle Indicazioni Nazionali, ai Traguardi e agli obiettivi. Solamente dove le Indicazioni non hanno riferimenti precisi, come per la competenza digitale, si è operata una ricostruzione basata sulle dimensioni del Digicomp, della Raccomandazione del 22.05.2018 e dell’art. 5 della legge 92/19.

Gli esempi di descrizione sono strutturati nella forma delle rubriche a quattro livelli. Si segnalano le seguenti avvertenze:

  1. Le descrizioni sono ancorate ad un curricolo organizzato per competenze chiave (allegato anch’esso):
  2. Sono precedute dai risultati di apprendimento mutuati fedelmente dalle Indicazioni;
  3. Nelle descrizioni c’è scritto tutto ciò che si potrebbe realizzare, osservare e valutare; ciascun Collegio e ancora di più ciascun dipartimento disciplinare e ciascun team possono selezionare ciò su cui si è lavorato;
  4. Le descrizioni sono fatte per essere smontate, in ragione delle “disarmonie evolutive”, quindi ciascun allievo potrebbe avere descrizioni che fanno capo a livelli diversi nei differenti nuclei tematici e persino all’interno dello stesso nucleo tematico
  5. La raccomandazione, infatti, è di cercare di confezionare un giudizio il più possibile personalizzato e rispondente alla reale fisionomia dell’allievo, pur restando ancorati a dei giudizi generali comuni ed intersoggettivi di Istituto.
  6. I curricoli a scansione annuale sono ampiamente modificabili nella parte delle microabilità da perseguire anno per anno, che non vogliono in alcun modo dare indicazioni cogenti; ogni collegio modificherà a seconda della sua pianificazione
  7. Anche i giudizi descrittivi, ovviamente, sono modificabili. Come si è detto, sono abbastanza estesi perché contengono tutto ciò che si potrebbe osservare. Compete ai team selezionare e anche eventualmente modificare, adattando alla realtà propria.

 

In conclusione, le descrizioni rappresentano uno strumento di lavoro, una bussola per la navigazione e non debbono in alcun modo essere presi in modo acritico e “fideistico”. Esse possono solo essere migliorate.

Ai link seguenti sono reperibili:

  1. OM n. 172 del 04.12.2020
  2. Linee Guida allegate alla O.M. n. 172/2020
  3. MATERIALI_VALUTAZIONE-PRIMARIA_DA_RE   Presentazione generale dei materiali; Curricoli anno per anno riferiti alle Indicazioni 2012 e alla Raccomandazione UE del 22.05.2018 sulle competenze chiave;  Curricolo di educazione civica sulla Legge 92/2019 e sul DM 35/2020; Esempi di giudizi descrittivi; Strumenti per la valutazione del comportamento e del giudizio globale.